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CS – AllSystem acquisisce Ivri: nasce Gruppo da 400 milioni di fatturato e oltre 6.000 dipendenti

Buongiorno,

di seguito e in allegato il comunicato stampa in cui si annuncia che AllSystem, primario gruppo italiano operante nei settori della sicurezza a favore di enti pubblici, aziende, banche e privati cittadini, ha acquisito Ivri, controllata dalla famiglia Basile.

Il completamento dell’operazione sarà soggetto, tra l’altro, all’approvazione da parte dell’Autorità Antitrust.

Le due realtà e i loro azionisti (Basile e Serrani) hanno inteso porre in essere questa aggregazione al fine di unire le energie e le competenze dei due importanti operatori del settore ponendo le basi per la nascita di un campione nazionale con circa 400 milioni di fatturato aggregato, oltre 6.000 dipendenti e con più di 80 mila clienti, e la presenza in tutte le province italiane. Il gruppo IVRI è stato assistito dall’advisor finanziario Giancarlo Ciacciofera (Capitalink) e dall’advisor legale Professor Alberto Stagno d’Alcontres. L’acquirente è stato assistito da CBA.

Un caro saluto

ALLSYSTEM ACQUISISCE IVRI

Nasce un Gruppo con circa 400 milioni di fatturato aggregato, oltre 6.000 dipendenti e più di 80 mila clienti

Palermo, 23 luglio 2018 – AllSystem e Ivri, primari gruppi italiani operanti nei settori della sicurezza a favore di enti pubblici, aziende, banche e privati cittadini, annunciano di aver raggiunto un accordo in base al quale il controllo di Ivri, facente capo sino ad ora alla famiglia Basile, passa ad un nuovo soggetto controllato da Vincenzo Serrani con un progetto finalizzato al mercato un campione della sicurezza.

Il completamento dell’operazione sarà soggetto, tra l’altro, all’approvazione da parte dell’Autorità Antitrust.

Le due realtà e i loro azionisti (Basile e Serrani) hanno inteso porre in essere questa aggregazione al fine di unire le energie e le competenze dei due importanti operatori del settore ponendo le basi per la nascita di un campione nazionale con circa 400 milioni di fatturato aggregato ed oltre 6.000 dipendenti con oltre 80 mila clienti, e la presenza in tutte le province italiane.

La nuova realtà si presenta al mercato con una dimensione rilevante e quindi meglio in grado di affrontare le richieste dei propri clienti e sfide che la competizione e lo sviluppo tecnologico richiedono. “Conosco Vincenzo Serrani da lunga data, è un imprenditore competente, prudente e con le giuste visioni del nostro mercato. Con lui abbiamo programmi che vanno oltre Ivri e che hanno l’obbiettivo di contribuire al miglioramento del mercato” dice Basile. Dall’altra parte Vincenzo Serrani risponde “l’operazione che abbiamo definito è molto importante per il mercato: significa maggiore efficienza, migliorare il contenuto tecnologico dei servizi, rispondendo alle sollecitazioni che ci arrivano dai nostri clienti. Allo stesso tempo significa essere in grado di guardare al mercato internazionale con una struttura più articolata e con un alto livello manageriale e quindi con maggiore capacità di sviluppare accordi e partnership con operatori internazionali che da sempre guardano al mercato italiano. La collaborazione con l’imprenditore e amico Basile continuerà oltre che nel processo di consolidamento del mercato italiano attraverso altre aggregazioni, anche nella prospettiva internazionale”.

Il Gruppo Basile concentrerà le proprie risorse nella riorganizzazione ed il rilancio delle attività di vigilanza e di trasporto nel Sud Italia e in Sicilia, dove continua a ricoprire una posizione di leader indiscusso di mercato che fa parte del progetto.

Il gruppo IVRI è stato assistito dall’advisor finanziario Giancarlo Ciacciofera (Capitalink) e dall’advisor legale Professor Alberto Stagno d’Alcontres. L’acquirente è stato assistito da CBA.

Fsi studia la maxi fusione fra i vigilantes -BATTISTOLLI – ALL SYSTEM – IVRI

Fsi studia la maxi fusione fra i vigilantes
–di Carlo Festa |
07 febbraio 2018 |
l progetto sarebbe allo studio e prevede l’unione di alcuni dei maggiori gruppi della vigilanza in Italia, in modo da costituire il leader italiano del settore, una piattaforma aperta ad altre aggregazioni future. Regista dell’operazione potrebbe essere Fsi, il nuovo veicolo guidato da Maurizio Tamagnini e nato dopo l’esperienza del Fondo Strategico Italiano.

Il fondo (che tra i suoi sottoscrittori ha Cdp, la Fei, importanti fondi sovrani come il Kuwait e il Qatar oltre a family office europei) punterebbe a sostenere il piano di due imprenditori del settore della vigilanza come Vincenzo Serrani, della All System, e Luigi Battistolli: noti per essere leader nel settore della vigilanza in ambito tecnologico e della sicurezza dei trasporti. Secondo quanto appreso da fonti finanziarie, il primo passo sarebbe la fusione appunto tra All System e Battistolli, matrimonio dove entrerebbe in campo anche Fsi con un apporto di risorse fresche in sede di aumento di capitale. La seconda fase sarebbe l’acquisizione del gruppo Ivri. La nuova realtà che nascerebbe, dall’unione di tre gruppi, sarebbe una società leader in Italia aperta ad altre aggregazioni. Nell’azionariato, oltre agli imprenditori Serrani e Battistolli e a Fsi, ci potrebbero essere in minoranza anche fondi come Private Equity Partners (già azionista di All System), e istituti bancari (si fa il nome di Unicredit) con piccole quote. L’operazione, fatta con poca leva, potrebbe dunque promuove un ulteriore consolidamento.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanz … uid=AEwukXvD&refresh_ce=1

Guardia giurata pagata troppo poco, Ivri condannata

E’ una sentenza importante per le guardie particolari giurate, quella pronunciata pochi giorni fa dalla Corte d’Appello di Firenze che, ribaltando il primo grado condanna un istituto di vigilanza molto noto, la Ivri, a inquadrare un lavoratore al terzo livello per le mansioni svolte. Lavoratore che era stato impiegato in prevalenza con funzioni di Operatore Unico di Centrale Operativa e inquadrato però a livelli molto bassi.

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Con la conseguente differenza di stipendio. Ma, mentre in primo grado la guardia giurata, assistita dall’Ufficio assistenza contrattuale Uil Vigilanza armata (Uiltucs) anche tramite l’avvocato Corti, aveva visto respingere il ricorso, i giudici d’Appello hanno preso in considerazione il principio della ‘prevalenza’ con la quale esercitava quel ruolo di maggior responsabilità, anche con autonomia decisionale, e hanno accolto la domanda di ricalcolare le differenze salariali da 9 anni a questa parte. E’ un successo non da poco, quello portato a casa ancora una volta dalla Uiltucs Toscana.

Una sentenza che segna un precedente che le gpg con stipendi più bassi rispetto ai loro impieghi effettivi, o svolti per la maggior parte delle ore, possono percorrere per far valere i propri diritti. “Dopo anni si è fatta chiarezza – commenta Armando Melandri, responsabile Uiltucs per l’Area di Pisa – sulla questione del riconoscimento del livello e dell’inquadramento contrattuale.

È necessario infatti che alle responsabilità date al lavoratore corrispondano le giuste e adeguate remunerazioni. Non si può pretendere che venga ricoperto un ruolo importante pagandolo miseramente. Per questo invito tutte le Gpg a rivolgersi agli uffici della Uiltucs Toscana per le opportune verifiche. Possono fare chiarezza sulla loro situazione e potremmo valutare se è possibile percorrere questa strada e ricorrere per chiedere un inquadramento diverso”.

Fonte: Ufficio Stampa

http://www.gonews.it/2017/01/30/guardia-giurata-pagata-poco-ivri-condannata/

Cassazione, il datore di lavoro non può controllare i dipendenti con il Gps

Cassazione, il datore di lavoro non può controllare i dipendenti con il Gps
di Giovanna Taormina
mercoledì 5 ottobre 2016 – 17:00
Il datore di lavoro non può utilizzare il Gps per controllare quello che fanno i dipendenti e se rispettano i compiti loro assegnati perché si tratta di un sistema di «controllo generalizzato che viene predisposto prima ancora dell’emergere di qualsiasi sospetto», dunque il datore non se ne può servire nemmeno nell’ambito dei cosiddetti «controlli difensivi» per verificare la violazione degli obblighi contrattuali. Lo sottolinea la Cassazione. Con la sentenza 19922 depositata dalla Sezione lavoro, la Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso della “Fidelitas spa“, grande agenzia di sorveglianza privata, contro la decisione con la quale la Corte di appello di Venezia nell’aprile 2015 aveva confermato la illegittimità del licenziamento di un vigilantes in attività a Rovigo che, in base alle rilevazioni del sistema Gps montato sul veicolo utilizzato per la “ronda” notturna, era risultato non aver effettuato tutte le ispezioni che aveva registrato nel rapporto di servizio.
Cassazione, bocciata la tesi della Fidelitas
In Cassazione i legali della “Fidelitas” hanno sostenuto che «sussistevano tutti gli elementi per ritenere il controllo attraverso il sistema satellitare Gps un controllo difensivo e cioè diretto ad accertare l’illiceità della condotta del lavoratore, la verifica del comportamenti “ex post”, a seguito di fondati sospetti, e la funzionalizzazione del controllo alla tutela di beni estranei al rapporto di lavoro come il patrimonio e l’immagine dell’azienda, ciò valeva anche per il sistema “patrol manager” che sostituiva il tradizionale bigliettino e serviva a verificare il corretto adempimento delle obbligazioni assunte dalla Fidelitas nei confronti dei clienti». La Suprema Corte – relatore Giuseppe Bronzini – ha respinto questa tesi «per tre concomitanti ragioni che esclusono che si possano ritenere legittimi i controlli effettuati». In primo luogo, gli ermellini rilevano che «il sistema di controllo attraverso gps installato sulle vetture in uso ai dipendenti è stato predisposto “ex ante” e in via generale ben prima che si potessero avere sospetti su una eventuale violazione da parte del lavoratore».
«È un sistema di controllo»
Il verdetto sottolinea che quello in questione è «un meccanismo generalizzato di controllo che unitamente al sistema “patrol manager” era in uso nell’azienda indipendentemente da sospetti o reclami dei clienti». I sindacati, ricorda la sentenza, avevano autorizzato questo sistema in accordo con la questura di Rovigo che lo aveva richiesto anche a tutela della incolumità dei vigilantes, «ma si era escluso che il sistema potesse essere utilizzato per controllare la loro attività lavorativa». In secondo luogo, i supremi giudici affermano che «se per l’esigenza di evitare attività illecite o per motivi organizzativi o produttivi, il datore può installare impianti o apparecchi di controllo che rilevino anche dati relativi alla attività lavorativa dei dipendenti», tali dati però, in applicazione delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori, «non possono essere utilizzati per provare l’inadempimento contrattuale dei lavoratori medesimi».

http://www.secoloditalia.it/2016/10/c … rollare-i-dipendenti-gps/

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