buzzoole code

Guardia giurata pagata troppo poco, Ivri condannata

E’ una sentenza importante per le guardie particolari giurate, quella pronunciata pochi giorni fa dalla Corte d’Appello di Firenze che, ribaltando il primo grado condanna un istituto di vigilanza molto noto, la Ivri, a inquadrare un lavoratore al terzo livello per le mansioni svolte. Lavoratore che era stato impiegato in prevalenza con funzioni di Operatore Unico di Centrale Operativa e inquadrato però a livelli molto bassi.

PUBBLICITÀ

Con la conseguente differenza di stipendio. Ma, mentre in primo grado la guardia giurata, assistita dall’Ufficio assistenza contrattuale Uil Vigilanza armata (Uiltucs) anche tramite l’avvocato Corti, aveva visto respingere il ricorso, i giudici d’Appello hanno preso in considerazione il principio della ‘prevalenza’ con la quale esercitava quel ruolo di maggior responsabilità, anche con autonomia decisionale, e hanno accolto la domanda di ricalcolare le differenze salariali da 9 anni a questa parte. E’ un successo non da poco, quello portato a casa ancora una volta dalla Uiltucs Toscana.

Una sentenza che segna un precedente che le gpg con stipendi più bassi rispetto ai loro impieghi effettivi, o svolti per la maggior parte delle ore, possono percorrere per far valere i propri diritti. “Dopo anni si è fatta chiarezza – commenta Armando Melandri, responsabile Uiltucs per l’Area di Pisa – sulla questione del riconoscimento del livello e dell’inquadramento contrattuale.

È necessario infatti che alle responsabilità date al lavoratore corrispondano le giuste e adeguate remunerazioni. Non si può pretendere che venga ricoperto un ruolo importante pagandolo miseramente. Per questo invito tutte le Gpg a rivolgersi agli uffici della Uiltucs Toscana per le opportune verifiche. Possono fare chiarezza sulla loro situazione e potremmo valutare se è possibile percorrere questa strada e ricorrere per chiedere un inquadramento diverso”.

Fonte: Ufficio Stampa

http://www.gonews.it/2017/01/30/guardia-giurata-pagata-poco-ivri-condannata/

Casinò Online

Casinò Online
I casinò online sono la versione internet dei vari casinò tradizionali, permettono ai giocatori di scommettere su giochi online e vincere premi. Denominati anche casinò internet o casinò virtuali questi aumentano ogni giorno a ritmo crescente. I casinò online utilizzano un generatore di numeri casuali (RNG), che fornisce una sequenza di numeri in ordine casuale, in base al quale si giocano i giochi da tavolo e il blackjack. La maggior parte dei casinò online permette di noleggiare o acquistare il software da aziende come se si giocasse in tempo reale, CryptoLogic Inc, Playtech, Microgaming e International Game Technology.
Ci sono principalmente due tipi di casinò online classificate sulla base delle interfacce che usano – casinò sicuri scaricabili e casinò web based e alcuni casinò offrono entrambe le possibilità. Alcuni casinò online offrono opzioni di gioco dal vivo anche, dove il concessionario sarà in studio ed i giocatori possono interagire in tempo reale con il rivenditore.
Casinò Web Based
In questi casinò non è necessario scaricare il software di gioco. Il browser login del computer deve supportare i plug-in, quali Macromedia starcasino Flash e Macromedia Shockwave.
Download software
In alcuni tipi di casinò online, è necessario scaricare il software di gioco per poter giocare . Questi sono più veloci rispetto ai web based perché non serve scaricare plug-in Il software si connette automaticamente al provider di servizi attraverso il gioco. Questi hanno anche una grafica migliore rispetto ai Web Based
La maggior parte dei questi casinò offrono i più comuni tipi di gioco come baccarà, craps, poker, blackjack, slot machine, keno, roulette e il bingo. Per pagare questi giochi, si può mettere il denaro attraverso varie opzioni di deposito. La maggior parte dei questi casinò per attrarre nuovi giocatori offrono molte offerte promozionali e offerte (bonus casinò) in fase di registrazione. Alcuni bonus possono essere incassati, mentre altri possono essere utilizzati solo durante il gioco. Alcuni dei casinò offrono punti invece di denaro, che aumentano man mano che si gioca. Mentre alcuni casinò offrono interessanti promozioni su ogni gioco, alcuni altri potrebbero limitare le offerte di bonus a determinati giochi.

Cassazione, il datore di lavoro non può controllare i dipendenti con il Gps

Cassazione, il datore di lavoro non può controllare i dipendenti con il Gps
di Giovanna Taormina
mercoledì 5 ottobre 2016 – 17:00
Il datore di lavoro non può utilizzare il Gps per controllare quello che fanno i dipendenti e se rispettano i compiti loro assegnati perché si tratta di un sistema di «controllo generalizzato che viene predisposto prima ancora dell’emergere di qualsiasi sospetto», dunque il datore non se ne può servire nemmeno nell’ambito dei cosiddetti «controlli difensivi» per verificare la violazione degli obblighi contrattuali. Lo sottolinea la Cassazione. Con la sentenza 19922 depositata dalla Sezione lavoro, la Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso della “Fidelitas spa“, grande agenzia di sorveglianza privata, contro la decisione con la quale la Corte di appello di Venezia nell’aprile 2015 aveva confermato la illegittimità del licenziamento di un vigilantes in attività a Rovigo che, in base alle rilevazioni del sistema Gps montato sul veicolo utilizzato per la “ronda” notturna, era risultato non aver effettuato tutte le ispezioni che aveva registrato nel rapporto di servizio.
Cassazione, bocciata la tesi della Fidelitas
In Cassazione i legali della “Fidelitas” hanno sostenuto che «sussistevano tutti gli elementi per ritenere il controllo attraverso il sistema satellitare Gps un controllo difensivo e cioè diretto ad accertare l’illiceità della condotta del lavoratore, la verifica del comportamenti “ex post”, a seguito di fondati sospetti, e la funzionalizzazione del controllo alla tutela di beni estranei al rapporto di lavoro come il patrimonio e l’immagine dell’azienda, ciò valeva anche per il sistema “patrol manager” che sostituiva il tradizionale bigliettino e serviva a verificare il corretto adempimento delle obbligazioni assunte dalla Fidelitas nei confronti dei clienti». La Suprema Corte – relatore Giuseppe Bronzini – ha respinto questa tesi «per tre concomitanti ragioni che esclusono che si possano ritenere legittimi i controlli effettuati». In primo luogo, gli ermellini rilevano che «il sistema di controllo attraverso gps installato sulle vetture in uso ai dipendenti è stato predisposto “ex ante” e in via generale ben prima che si potessero avere sospetti su una eventuale violazione da parte del lavoratore».
«È un sistema di controllo»
Il verdetto sottolinea che quello in questione è «un meccanismo generalizzato di controllo che unitamente al sistema “patrol manager” era in uso nell’azienda indipendentemente da sospetti o reclami dei clienti». I sindacati, ricorda la sentenza, avevano autorizzato questo sistema in accordo con la questura di Rovigo che lo aveva richiesto anche a tutela della incolumità dei vigilantes, «ma si era escluso che il sistema potesse essere utilizzato per controllare la loro attività lavorativa». In secondo luogo, i supremi giudici affermano che «se per l’esigenza di evitare attività illecite o per motivi organizzativi o produttivi, il datore può installare impianti o apparecchi di controllo che rilevino anche dati relativi alla attività lavorativa dei dipendenti», tali dati però, in applicazione delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori, «non possono essere utilizzati per provare l’inadempimento contrattuale dei lavoratori medesimi».

http://www.secoloditalia.it/2016/10/c … rollare-i-dipendenti-gps/

Rinnovo CCNL vigilanza privata, via ai lavori

30 settembre 2016

Rinnovo CCNL vigilanza privata, via ai lavori

Primo incontro tra Associazioni di categoria e OO.SS. di settore
Si è tenuto ieri a Roma l’incontro tra Associazioni di categoria e OO.SS. del settore della vigilanza privata, con partecipazione della delegazione plenaria, per la presentazione della Piattaforma per il rinnovo del Ccnl vigilanza privata e servizi fiduciari.
Tra i punti maggiormente battuti dai partecipanti al tavolo, la ricomposizione unitaria della filiera della sicurezza, con un’attenta valutazione e valorizzazione delle specificità delle figure professionali da includere nell’ambito di applicazione del prossimo Ccnl, la necessità di dare rinnovato impulso alla contrattazione collettiva di secondo livello e di lavorare in maniera significativa sull’organizzazione dell’orario di lavoro e il cambio d’appalto.
Per Luigi Gabriele, Presidente di Univ, “l’approccio e gli spunti simpaticamente “provocatori” delle rappresentanze sindacali rappresentano per noi un graditissimo invito ad un confronto produttivo su basi finalmente condivise. Sappiamo che non sarà un percorso facile, anche a fronte della proliferazione e frammentazione della rappresentanza, soprattutto datoriale, con una dispersione che danneggia inevitabilmente tutto il settore, ma mai come in questo momento abbiamo bisogno di un contratto che rappresenti realmente le mutate esigenze del nostro comparto, e che sia in grado di rispondere anche a quelle, radicalmente cambiate, delle committenze”.
“Siamo stati sopravanzati dal mercato – ha spiegato Gabriele – e da un impianto normativo e relazionale rispetto al quale siamo evidentemente fermi nel passato, nonostante il nostro settore, specialmente negli ultimi anni, abbia palesemente “cambiato pelle”. Ecco perché sosteniamo da tempo l’idea del contratto di filiera, e siamo fortemente convinti dell’opportunità di rinnovare l’impianto contrattuale dalle fondamenta: è più facile costruire una casa nuova che restaurarne una che si regge da decenni su basamenti instabili e ormai fuori mercato. E dobbiamo farlo in tempi più che ragionevoli, o rischiamo di ritrovarci nuovamente sopravanzati, prima ancora di cominciare”.
“Puntiamo molto sulla bilateralità – ha aggiunto -, certamente da razionalizzare – non è pensabile, a nostro avviso, che esistano due enti bilaterali con diverse parti costituenti – e sul welfare aggiuntivo, che ci consentirebbe di liberare importanti risorse e di gestirle a beneficio di tutto il settore. Sono soldi dei lavoratori? E allora ridiamoli ai lavoratori, senza lasciare il paniere congelato in banca: cerchiamo piuttosto di capire come gestirlo al meglio – ha concluso – per avere un riscontro diretto in termini di benefici e di alleggerimento di onerosità altrimenti difficilmente sostenibili”.
Prossimo appuntamento il 7 novembre per fissare il calendario e il metodo di svolgimento della trattativa.

A.G.

http://www.federsicurezza.it/news.aspx?newId=110

http://www.guardieinformate.net

buzzoole code